CALICI PER L’UNICEF

ANCI-Res Tipica in una serata a favore dell’UNICEF per i bambini del Congo

Venerdì 19 dicembre, dalle ore 18 alle ore 20, presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, Roma

L’Associazione Nazionale ANCI-Res Tipica e UNICEF Italia organizzano un’iniziativa di solidarietà il cui ricavato sarà interamente devoluto al progetto “Emergenza R.D. Congo”. Come è noto, sono molte le emergenze internazionali che coinvolgono i minori, prime vittime delle situazioni di conflitto e delle carestie. L’Unicef, da sempre impegnata in tutto il mondo per promuovere i diritti essenziali dell’infanzia, sostiene in Congo un progetto dedicato alla vaccinazione contro polio e morbillo  di 13.000 bambini sfollati e al ricongiungimento delle famiglie separate nel corso degli spostamenti di popolazione causati dal conflitto attualmente in corso.

Madrina della serata sarà Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell’Unicef. L’evento verrà animato da un’asta di beneficenza con le migliori bottiglie del Concorso Internazionale “La Selezione del Sindaco”.  A fare da battitori i Sindaci delle Città del Vino e testimonial del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Serena Autieri e Fabrizio Farnesi.

A fronte di una piccola donazione sarà, inoltre, possibile acquistare e degustare i migliori vini del Concorso accompagnati da assaggi di prodotti tipici offerti dalle Associazioni Città del Bio e Città del Pane.

Un’occasione, dunque, per diffondere e fare apprezzare la produzione enologica italiana, così legata alle culture e alle tradizioni locali del nostro paese, e, allo stesso tempo, testimoniare concretamente vicinanza e solidarietà a chi vive la stagione dell’infanzia in condizioni difficili e di rischio.

Per informazioni e adesioni: Tel. 0689561540 - E-mail: restipica@incomune.it

Ufficio stampa UNICEF:   Tel. 06/47809233-226-355    press@unicef.it

Valentina scrive a Babbo Natale no …a Berlusconi.

Caro sig. Berlusconi,
               ho deciso di  scriverLe  perchè solo Lei puoi aiutarmi in quanto il Suo potere è superiore a quello di Babbo Natale!

Proverò a spiegarmi, è un pò complicato, ma alla fine ho capito che il tutto è anche legato alla Dieta mediterranea !

Si tratta di questo:  Deve sapere che mio padre è molto , molto triste da quando un Suo ministro, ha tolto l’incentivo fiscale del 55% per il “miglioramento energetico degli edifici e le fonti di energia rinnovabili (pannelli solari) ; anche il suo amico panettiere è molto giù di morale!

Questo incentivo funzionava così: mettiamo che un cittadino paghi 30mila euro di tasse in tre anni . Ebbene gran parte di questa cifra può non pagarla con tali incentivi !!! A patto che investa questi soldi in una ristrutturazione che faccia risparmiare energia (per il riscaldamento o la produzione di acqua calda) ad una casa.

Ad es. Costo di  ristrutturazione per far diventare una casa moderna, ecologica e meno costosa  40 mila euro.  il 55%  di tale cifra è 22mila euro. Il risparmio fiscale è di 22 mila euro !!!

Il cittadino che pagava 30 mila euro di tasse si trovava a pagarne solo 8 mila !!! Questo si era un incentivo intelligente per muovere l’economia risparmiando energia .

Dunque, lo Stato portava a casa i soldi dell’IVA, delle tasse di tutte la ditte che facevano i lavori, dei lavoratori che erano assunti regolarmente quindi pagavano anche loro le tasse; e chi investiva i soldi  rientrava dall’investimento risparmiando gas e tasse!  Tutti contenti , anche l’ambiente in cui viviamo tutti noi!

C’è dell’altro, questa legge convinceva ad investire cioè a “tirare fuori i soldi” chi i soldi li ha e paga le tasse! (Cioè non investiva “lo stato”) con vantaggi per “L’attività economica”.

Mio padre sostiene che “l’attività economica” è la somma dei consumi + gli investimenti .

Se ciò è vero si può sostenere l’economia del nostro paese aumentando gli “investimenti intelligenti” come quelli favoriti dagli incentivi sul risparmio energetico!!

Quindi in sintesi questi incentivi fanno bene a tutti, anche all’ambiente, esattamente come la Dieta mediterranea!!!

Per questo Le chiedo: per Natale Faccia un bel regalo a me, al papà, alla mia famiglia ed al pianeta  ripristini gli incentivi !!!

      grazie    Valentina

 

 

 

Omologazione del gusto secondo il Prof. Zironi

Pubblichiamo un estratto di articolo pubblicato nel Aprile 2007 su benvenutobrunello Blog-Notes.

Da quali analisi Zironi è arrivato a parlare, in un incontro accademico che intendeva sottolineare i guasti dell’omologazione del gusto nell’industria alimentare, capaci di creare in pochi anni una popolazione di obesi privi di capacità discriminante nella scelta di cibi e bevande?
“Una logica multinazionale - afferma l’accademico - ha come obbiettivo quello di vendere della grande quantità di prodotto; utilizza dunque messaggi sensoriali semplici, non potendosi permettere di riprodurre Montalcino in funzione del suo mercato, e così si crea una spirale perversa. Se tu vuoi ottenere messaggi sensoriali semplici devi affidarti a molecole ben definite e queste molecole, di solito grasse, devono essere veicolate nell’alimento in forma statica; dal punto di vista degli ingredienti alimentari, i grassi sono quelli che costano meno, quindi si ottiene il duplice vantaggio di riuscire a veicolare il messaggio sensoriale e di fidelizzazione prodotto, con ingredienti che ti costano molto poco.”
A supporto delle sue tesi il professor Zironi ha citato due esempi. Primo esempio: la ricotta: “nell’immaginario collettivo è un formaggio magro, in passato era il sottoprodotto della caseificazione, grassi 5% proteine 18%; prodotto magro e granuloso. La ricotta attuale invece è un formaggio con una forte linea produttiva, grassi 10% (il doppio), proteine 9% (la metà), prodotto grasso e spalmabile. Per il consumatore l’immagine è sempre quella di un prodotto magro. Si ottiene che: il grasso è meno caro, le proteine sono molto costose; vendi a prezzo più caro un prodotto ottenuto dalla lavorazione del sottoprodotto meno caro”.
Secondo esempio: lo yogurt: “prodotto in crisi (quello bianco); portando il contenuto del grasso naturale del latte, dal 3,5% al 5% ,si ottiene di vendere di più il prodotto, di fidelizzare il consumatore, di conquistare una fetta di mercato aggiungendo ad una materia prima che non si vendeva un sottoprodotto della lavorazione del latte, che nessuno vuole: i magazzini CEE sono infatti pieni di scorte di grassi, cioè di burro.”
E’ cosi’ che s’innesca il processo all’ingrasso del consumatore, processo che comunque comincia fin dalla culla.
“Ecco quindi che il meccanismo diventa perfetto se è collegato ad una fidelizzazione del bambino fin dalla culla” - prosegue Zironi. “Il bambino si educa con l’olfatto riconoscendo il latte materno; man mano che ci stacchiamo da questa situazione primordiale comincia l’educazione al non gusto. Dall’età scolare è una continua diseducazione sensoriale. Non si educano a come avvicinarsi al cibo e nemmeno ad apprezzare la diversità nei prodotti. Quando il bambino acquista capacità di coinvolgimento e diventa un potenziale consumatore avviene la cosa più sconvolgente: deve essere coinvolto con dei messaggi di fidelizzazione, ad esempio fast food, merendine con sorpresa (le ovette che propongono una collezione di gadgets attraenti per l’infanzia), con quale conseguenza? Abitudine a dieta ipercalorica con stimoli sensoriali molto forti, per cui si riconosce il fast food dall’odore che attrae dall’esterno e lo si associa con qualcosa che si deve assolutamente andare ad assumere”.
Come uscire da questo scenario insano ed agghiacciante?
“Con una attenta educazione al consumo - conclude Zironi - “mission” che può riguardare la IASA, un’educazione alla percezione sensoriale, riabituare i nostri gusti a valutare le differenze e quindi fare delle scelte consapevoli. Un’integrazione con culture alimentari diverse oppure un recupero di culture alimentari trascorse. Una maggiore conoscenza dei prodotti alimentari, cose che non devono essere delegate ancora una volta a delle organizzazioni speculative”.

curriculum Professor Roberto Zironi

per visualizzare l’intero articolo cliccare QUI

S.O.S. della FAO per la dieta mediterranea (Valentina fa il tuo dovere!)

un muro spinoso...

un muro spinoso...

 Popoli mediterranei rinnegano la loro dieta

Obesità in aumento nella regione

Roma, 29 luglio 2008 - Sostenuta dagli esperti perché oltre a far vivere a lungo mantiene snelli ed in buona salute, la dieta mediterranea vanta seguaci in tutto il mondo ma è sempre più ignorata dai popoli che l’hanno inventata.

Secondo l’economista senior della FAO Josef Schmidhuber, negli ultimi 45 anni la famosa dieta basata sul consumo di frutta fresca e verdura, “è stata a poco a poco abbandonata ed è oggi in uno stato moribondo” proprio nei paesi in cui ha avuto origine.

Con l’accresciuto benessere, le abitudini alimentari delle popolazione mediterranee - sia della sponda sud che della sponda nord del mare nostrum - una volta modello per il resto del mondo, si sono oggi notevolmente deteriorate. Queste le conclusioni di uno studio di Schmidhuber presentato recentemente ad un seminario organizzato dal California Mediterranean Consortium che raggruppa sette istituzioni accademiche americane ed europee.

Le popolazioni mediterranee hanno impiegato il maggiore benessere per aggiungere una gran quantità di calorie da prodotti animali e da grassi, ad una dieta tradizionalmente povera di proteine animali.

Ed il cibo che mangiano oggi è secondo Schmidhuber: “Troppo grasso, troppo salato e troppo dolce”.

Più calorie

In 40 anni, dal 1962 al 2002, in 15 paesi europei esaminati l’apporto calorico giornaliero è aumentato di circa il 20 per cento, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. Ma in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta, che erano più poveri dei paesi del nord, l’apporto calorico giornaliero è aumentato del 30 per cento.

“Un maggiore apporto calorico ed un minore consumo energetico hanno fatto sì che all’interno dell’Unione Europea la Grecia sia oggi il paese con il più alto indice di massa corporea e la maggiore percentuale di persone soprappeso ed obese”, dice Schmidhuber.

Più di metà degli italiani, degli spagnoli e dei portoghesi sono in soprappeso. Allo stesso tempo vi è stato anche un “grande aumento” nell’apporto calorico generale e nel carico glicemico delle diete dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

Gran mangioni

Tutti i paesi dell’Unione Europea hanno ignorato le direttive dell’OMS e della FAO che raccomandano che i grassi non devono rappresentare più del 30 per cento dell’apporto energetico giornaliero totale. Ma la Spagna, la Grecia e l’Italia sono ben al di sopra di quel limite e sono diventati i più grandi consumatori di grasso dell’Unione Europea.

Il paese che ha registrato l’aumento più drammatico è stata la Spagna, dove i lipidi costituivano solo il 25 per cento della dieta 40 anni fa ed adesso rappresentano invece il 40 per cento.

Schmidhuber attribuisce il cambio delle abitudini alimentari non solo all’aumento dei redditi e della condizione economica ma anche a fattori come il diffondersi dei supermercati, il cambiamento dei sistemi di distribuzione, al fatto che le donne lavorano ed hanno meno tempo per cucinare, e che le famiglie mangiano fuori più frequentemente, e spesso in ristoranti fast-food. Allo stesso tempo il fabbisogno calorico è calato, la gente fa meno moto e si è passati ad uno stile di vita molto più sedentario.

È positivo comunque, fa notare Schmidhuber, che i popoli mediterranei continuano a consumare ancora frutta e verdura ed olio d’oliva.

Ma in generale hanno smesso di seguire la dieta ereditata dai loro antenati, quella dieta che molti paesi mediterranei vorrebbero fosse inclusa nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Contatto:
Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO
christopher.matthews@fao.org
(+39) 06 570 53762

Editoriale di Sandro Santolin

 A chiusura della polemica innescata dal Dott. Badalotti tengo a precisare alcuni punti irrisolti degli attacchi ricevuti . E’ un atto dovuto e spero che questo faccia chiarezza ulteriore sulla trasparenza del nostro operato.
1)   Devo prima di tutto far notare che le citazioni accompagnanti la storia di Valentina sono tutte molto chiare, consultabili da chiunque e provenienti da fonti autorevoli (principalmente FAO).
2)   I promotori dell’associazione sono: Sandro Santolin Carpi Mo,  Massimo Randon Castelletto Borgo Mn,  Enrico Ferrari Ravarino Mo,   Andrea Vecchi Castelvetro Mo ,  Fabbri Albano Finale Emilia Mo .
3)   L’informazione che diamo (a quanto pare ce n’era proprio bisogno) non è miope anzi….
il miope vede bene solo da vicino ma la visione di Valentina va ben al di là del suo naso. Lei guarda avanti ed ha una prospettiva  globale dei problemi.
4)   Nella nostra comunicazione non c’è una parola sugli allevatori che incentivano consumi irresponsabili o chissà che, e neanche le vignette di Valentina offendono chicchessia.
5)   Il consumo di carne bovina citato dal Dott. Badalotti (50 gr al gg.), di cui non conosco le fonti ma che non metto in dubbio, va sommato a tutto il resto della carne consumata cioè :suina, avicola, pesce ( se allevato, anche questo mangia cereali ecc.ecc.). E proprio da questo dato vengono le preoccupazioni della FAO! Invito il Dott. Badalotti a dare un’occhiata a questo link: http://www.fao.org/newsroom/it/news/2008/1000871/index.html
Per non parlare della Cina che ha raddoppiato i suoi consumi procapite con tutti i problemi connessi a questo cambiamento.
 Certo non si può pensare che con le nuove ricchezze i cinesi o gli indiani vadano avanti con una ciotola di riso no? Almeno loro adottassero ,e noi non abbandonassimo, la nostra cara Dieta Mediterranea avremmo , noi ed i cinesi, e creeremmo ,al pianeta, meno problemi!
6)   La nostra associazione auspica una regolare rotazione  colturale con foraggi, leguminose (se non erro i foraggi  e gran parte delle leguminose sono alimenti zootecnici, vede Dott. Badalotti che siamo dalla sua parte?) e cereali (sopratutto per alimentazione umana e non monoculture es. granturco particolarmente assetate ed alla lunga insostenibili).
Questa è la ragione per la quale l’Italia sarà sempre importatrice di frumento!
7)   Voglio chiarire perché vorremmo che le Mucche servissero solo per produrre il latte .
Esistono animali molto più efficienti dei bovini per la produzione di carne es il maiale o il pollo (servono meno acqua e mangimi per unità di peso come abbiamo già evidenziato dal sig. Randon nel suo intervento precedente e nelle schede del nostro sito http://www.panedimmidipiu.org/episodio_7.htm ).
8)   L’esame di coscienza ce lo siamo già fatto .
Purtroppo gli allevatori, gli agricoltori,ed anche i panettieri sono messi in cattiva luce da altri soggetti che fanno i loro interessi …..Valentina ci aiuterà a capire chi fa veramente gli interessi della gente!