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	<title>PanedimmidipiùBlog</title>
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	<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 09:55:34 +0000</pubDate>
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		<title>Panini d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 09:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lievito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il pane protagonista di queste preparazioni contemporanee, dedicate da chef e baristi alle tantissime persone che optano per un pranzo fast all&#8217;italiana? Oppure sono i ripieni che soddisfano le qualità offerte da salumieri, caciari, ortolani e macellai? Il panino è sempre un matrimonio di sapori e gusti, e le tante ricette diverse che offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/busta4_g.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-79" title="busta4_g" src="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/busta4_g-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>E&#8217; il pane protagonista di queste preparazioni contemporanee, dedicate da chef e baristi alle tantissime persone che optano per un pranzo fast all&#8217;italiana? Oppure sono i ripieni che soddisfano le qualità offerte da salumieri, caciari, ortolani e macellai? Il panino è sempre un matrimonio di sapori e gusti, e le tante ricette diverse che offre la preparazione del pane, dal semplice all&#8217;integrale, dal tipico all&#8217;esotico, non sono altro che un omaggio alla qualità del contenuto. Allora c&#8217;è un sito che si occupa di descriversi, e organizza cinque chef per cinque modi di interpretare la pausa pranzo veloce in un momento di gusto e piacere. Ingredienti di prima qualità e un pizzico di creatività possono rendere un semplice panino un piatto da gourmet (e il fast food diventa fast good).<br />
Ecco le ricette che Bruno Barbieri, Marco Bistarelli, Moreno Cedroni, Davide Oldani, Salvatore Tassa hanno creato per Panino d’autore - piacere quotidiano gusto straordinario, l’iniziativa promossa da Negroni e presentata dal curatore della guida ai ristoranti del Gambero Rosso, Marco Bolasco. Leggi il resto su: <a href="http://www.paninodautore.it/">http://www.paninodautore.it/</a></p>
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		<title>Maratona del Gusto e delle Bellezze d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 14:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lievito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[…con il doping autorizzato di prelibatezze
Data:     giovedì, 29 gennaio 2009, ore 11:00
Luogo:  Sala Italia presso la sede dell&#8217;ENIT in via Marghera 2, Roma
La dieta mediterranea, in corsa per il riconoscimento Unesco quale patrimonio dell&#8217;umanità, è la formula vincente per il rendimento sportivo e per il benessere fisico. Quale doping &#8220;autorizzato&#8221; è migliore della pasta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>…con il doping autorizzato di prelibatezze</p>
<p>Data:     giovedì, 29 gennaio 2009, ore 11:00</p>
<p>Luogo:  Sala Italia presso la sede dell&#8217;ENIT in via Marghera 2, Roma</p>
<p>La dieta mediterranea, in corsa per il riconoscimento Unesco quale patrimonio dell&#8217;umanità, è la formula vincente per il rendimento sportivo e per il benessere fisico. Quale doping &#8220;autorizzato&#8221; è migliore della pasta di grano duro, dell&#8217;olio DOP, pomodori saporiti il tutto accompagnato da un bicchiere di vino DOCG? Nutrirsi sano, in più con gusto significa stare in pole position.</p>
<p>La FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, coglie l&#8217;occasione del prossimo campionato del mondo di Atletica Leggera a Berlino (dal 15 al 22 agosto) per presentare in una serie di tappe di avvicinamento all&#8217;evento, una sorta di staffetta che dovrebbe preparare il terreno alla presenza azzurra nel cuore della Germania.</p>
<p>La, ormai mitica, Casa Italia Atletica è, da oltre dieci anni di attività, vetrina culinaria e culturale del &#8220;Made in Italy&#8221;. Questo luogo d&#8217;incontro di atleti, amanti dello sport e giornalisti, in occasione dei principali eventi nazionali ed internazionali di Atletica Leggera si presenterà in anteprima in 3 città tedesche e a Vienna nei prossimi mesi.</p>
<p>In un palcoscenico assolutamente italiano, diversi Enti, Aziende e 10 Regioni e Provincie - in collaborazione con l&#8217;ENIT e l&#8217;ICE - incontreranno gli operatori e giornalisti  legati al settore turistico ed a quello enogastronomico per illustrare le peculiarità dei territori e dei prodotti tipici, non sempre conosciuti adeguatamente all&#8217;estero. Filmati, esposizioni e infine degustazioni per far apprezzare l&#8217;originalità delle bellezze e dei sapori italiani, il tutto con un unico denominatore comune: la passione sportiva.</p>
<p>Ci sarà presente Maurizio Damilano, campione olimpico nel 1980 a Mosca, campione del mondo nel 1987 a Roma e nel 1991 a Tokyo sempre sui 20 km di marcia. Ha conquistato l&#8217;argento agli Europei di Stoccarda (1986). Parlerà di alimentazione e sport. </p>
<p>Dopo la presentazione del progetto ci sarà l&#8217;opportunità di gustare prodotti delle 10 regioni e province che partecipano alla maratona. (Friuli Venezia Giulia, Bolzano, Veneto, Marche, Campania, Molise, Puglia, Ragusa, Reggio-Calabria, Pescara) </p>
<p>Le tappe della &#8220;Maratona del Gusto e delle Bellezze d&#8217;Italia&#8221; saranno le seguenti:</p>
<p> 25  febbraio:                  Francoforte</p>
<p>22   aprile:                     Monaco di Baviera</p>
<p>26   maggio:                 Vienna</p>
<p>17  giugno:                    Amburgo</p>
<p>14-23 agosto:   Casa Italia Atletica a Berlino</p>
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		<title>CALICI PER L’UNICEF</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 09:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lievito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>

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		<description><![CDATA[ANCI-Res Tipica in una serata a favore dell’UNICEF per i bambini del Congo
Venerdì 19 dicembre, dalle ore 18 alle ore 20, presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, Roma
L’Associazione Nazionale ANCI-Res Tipica e UNICEF Italia organizzano un’iniziativa di solidarietà il cui ricavato sarà interamente devoluto al progetto &#8220;Emergenza R.D. Congo&#8221;. Come è noto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/unicef.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-71" title="unicef" src="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/unicef.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>ANCI-Res Tipica in una serata a favore dell’UNICEF per i bambini del Congo</p>
<p>Venerdì 19 dicembre, dalle ore 18 alle ore 20, presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, Roma</p>
<p>L’Associazione Nazionale ANCI-Res Tipica e UNICEF Italia organizzano un’iniziativa di solidarietà il cui ricavato sarà interamente devoluto al progetto &#8220;Emergenza R.D. Congo&#8221;. Come è noto, sono molte le emergenze internazionali che coinvolgono i minori, prime vittime delle situazioni di conflitto e delle carestie. L’Unicef, da sempre impegnata in tutto il mondo per promuovere i diritti essenziali dell’infanzia, sostiene in Congo un progetto dedicato alla vaccinazione contro polio e morbillo  di 13.000 bambini sfollati e al ricongiungimento delle famiglie separate nel corso degli spostamenti di popolazione causati dal conflitto attualmente in corso.</p>
<p>Madrina della serata sarà Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell’Unicef. L’evento verrà animato da un’asta di beneficenza con le migliori bottiglie del Concorso Internazionale “La Selezione del Sindaco”.  A fare da battitori i Sindaci delle Città del Vino e testimonial del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Serena Autieri e Fabrizio Farnesi.</p>
<p>A fronte di una piccola donazione sarà, inoltre, possibile acquistare e degustare i migliori vini del Concorso accompagnati da assaggi di prodotti tipici offerti dalle Associazioni Città del Bio e Città del Pane.</p>
<p>Un’occasione, dunque, per diffondere e fare apprezzare la produzione enologica italiana, così legata alle culture e alle tradizioni locali del nostro paese, e, allo stesso tempo, testimoniare concretamente vicinanza e solidarietà a chi vive la stagione dell’infanzia in condizioni difficili e di rischio.</p>
<p>Per informazioni e adesioni: Tel. 0689561540 - E-mail: <a href="mailto:restipica@incomune.it">restipica@incomune.it</a></p>
<p>Ufficio stampa UNICEF:   Tel. 06/47809233-226-355    <a href="mailto:press@unicef.it">press@unicef.it</a></p>
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		<title>Valentina scrive a Babbo Natale no &#8230;a Berlusconi.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 22:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro sig. Berlusconi, 
               ho deciso di  scriverLe  perchè solo Lei puoi aiutarmi in quanto il Suo potere è superiore a quello di Babbo Natale!
Proverò a spiegarmi, è un pò complicato, ma alla fine ho capito che il tutto è anche legato alla Dieta mediterranea !
Si tratta di questo:  Deve sapere che mio padre è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 7.5pt; color: #000000; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Caro sig. Berlusconi, </span></span></div>
<div><span style="font-size: 7.5pt; color: #000000; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">               ho deciso di<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>scriverLe<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>perchè solo Lei puoi aiutarmi in quanto il Suo potere è superiore a quello di Babbo Natale!</span></span></div>
<p><span style="font-size: 7.5pt; color: #000000; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Proverò a spiegarmi, è un pò complicato, ma alla fine ho capito che il tutto è anche legato alla Dieta mediterranea !</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Si tratta di questo:  Deve sapere che mio padre è molto , molto triste da quando un Suo ministro, ha tolto <strong><span style="font-family: Verdana;">l&#8217;incentivo fiscale del 55% per il &#8220;miglioramento energetico degli edifici e le fonti di energia rinnovabili</span></strong> (pannelli solari) ; anche il suo amico panettiere è molto giù di morale!</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Questo incentivo funzionava così: mettiamo che un cittadino paghi 30mila euro di tasse in tre anni . Ebbene gran parte di questa cifra <strong><span style="font-family: Verdana;">può non pagarla con tali incentivi !!!</span></strong> A patto che investa questi soldi <strong><span style="font-family: Verdana;">in una ristrutturazione che faccia risparmiare energia</span></strong> (per il riscaldamento o la produzione di acqua calda) ad una casa. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Ad es. Costo di  ristrutturazione per far diventare una casa moderna, ecologica e meno costosa  40 mila euro.  il 55%  di tale cifra è 22mila euro. Il risparmio fiscale è di 22 mila euro !!! </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Il cittadino che pagava <strong><span style="font-family: Verdana;">30 mila euro di tasse si trovava a pagarne solo 8 mila !!!</span></strong> Questo si era un incentivo intelligente per muovere l&#8217;economia risparmiando energia .</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Dunque, lo Stato portava a casa i soldi dell&#8217;IVA, delle tasse di tutte la ditte che facevano i lavori, dei lavoratori che erano assunti regolarmente quindi pagavano anche loro le tasse; e chi investiva i soldi  rientrava dall&#8217;investimento risparmiando gas e tasse!  Tutti contenti , anche l&#8217;ambiente in cui viviamo tutti noi!</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">C&#8217;è dell&#8217;altro, questa legge <strong><span style="font-family: Verdana;">convinceva ad investire</span></strong> cioè a &#8220;tirare fuori i soldi&#8221; <strong><span style="font-family: Verdana;">chi i soldi li ha e paga le tasse!</span></strong> (Cioè non investiva &#8220;lo stato&#8221;) con vantaggi per &#8220;L&#8217;attività economica&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Mio padre sostiene che <strong><span style="font-family: Verdana;">&#8220;l&#8217;attività economica&#8221; è la somma dei consumi + gli investimenti</span></strong> . </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Se ciò è vero si può sostenere l&#8217;economia del nostro paese aumentando gli &#8220;investimenti intelligenti&#8221; come quelli favoriti dagli incentivi sul risparmio energetico!!</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Quindi in sintesi questi incentivi fanno bene a tutti, anche all&#8217;ambiente, esattamente come la Dieta mediterranea!!!</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">Per questo Le chiedo: per Natale Faccia un bel regalo a me, al papà, alla mia famiglia ed al pianeta  <strong><span style="font-family: Verdana;">ripristini gli incentivi !!!</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #000000; font-family: Verdana;">      grazie    Valentina</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
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		<title>Omologazione del gusto secondo il Prof. Zironi</title>
		<link>http://www.panedimmidipiu.org/blog/?p=59</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lievito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un estratto di articolo pubblicato nel Aprile 2007 su benvenutobrunello Blog-Notes.
Da quali analisi Zironi è arrivato a parlare, in un incontro accademico che intendeva sottolineare i guasti dell’omologazione del gusto nell’industria alimentare, capaci di creare in pochi anni una popolazione di obesi privi di capacità discriminante nella scelta di cibi e bevande?
“Una logica multinazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/11/ajos.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-60" title="ajos" src="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/11/ajos.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Pubblichiamo un estratto di articolo pubblicato nel Aprile 2007 su benvenutobrunello Blog-Notes.</p>
<p>Da quali analisi Zironi è arrivato a parlare, in un incontro accademico che intendeva sottolineare i guasti dell’omologazione del gusto nell’industria alimentare, capaci di creare in pochi anni una popolazione di obesi privi di capacità discriminante nella scelta di cibi e bevande?<br />
“Una logica multinazionale - afferma l’accademico - ha come obbiettivo quello di vendere della grande quantità di prodotto; utilizza dunque messaggi sensoriali semplici, non potendosi permettere di riprodurre Montalcino in funzione del suo mercato, e così si crea una spirale perversa. Se tu vuoi ottenere messaggi sensoriali semplici devi affidarti a molecole ben definite e queste molecole, di solito grasse, devono essere veicolate nell’alimento in forma statica; dal punto di vista degli ingredienti alimentari, i grassi sono quelli che costano meno, quindi si ottiene il duplice vantaggio di riuscire a veicolare il messaggio sensoriale e di fidelizzazione prodotto, con ingredienti che ti costano molto poco.”<br />
A supporto delle sue tesi il professor Zironi ha citato due esempi. Primo esempio: la ricotta: “nell’immaginario collettivo è un formaggio magro, in passato era il sottoprodotto della caseificazione, grassi 5% proteine 18%; prodotto magro e granuloso. La ricotta attuale invece è un formaggio con una forte linea produttiva, grassi 10% (il doppio), proteine 9% (la metà), prodotto grasso e spalmabile. Per il consumatore l’immagine è sempre quella di un prodotto magro. Si ottiene che: il grasso è meno caro, le proteine sono molto costose; vendi a prezzo più caro un prodotto ottenuto dalla lavorazione del sottoprodotto meno caro”.<br />
Secondo esempio: lo yogurt: “prodotto in crisi (quello bianco); portando il contenuto del grasso naturale del latte, dal 3,5% al 5% ,si ottiene di vendere di più il prodotto, di fidelizzare il consumatore, di conquistare una fetta di mercato aggiungendo ad una materia prima che non si vendeva un sottoprodotto della lavorazione del latte, che nessuno vuole: i magazzini CEE sono infatti pieni di scorte di grassi, cioè di burro.”<br />
E’ cosi’ che s’innesca il processo all’ingrasso del consumatore, processo che comunque comincia fin dalla culla.<br />
“Ecco quindi che il meccanismo diventa perfetto se è collegato ad una fidelizzazione del bambino fin dalla culla” - prosegue Zironi. “Il bambino si educa con l’olfatto riconoscendo il latte materno; man mano che ci stacchiamo da questa situazione primordiale comincia l’educazione al non gusto. Dall’età scolare è una continua diseducazione sensoriale. Non si educano a come avvicinarsi al cibo e nemmeno ad apprezzare la diversità nei prodotti. Quando il bambino acquista capacità di coinvolgimento e diventa un potenziale consumatore avviene la cosa più sconvolgente: deve essere coinvolto con dei messaggi di fidelizzazione, ad esempio fast food, merendine con sorpresa (le ovette che propongono una collezione di gadgets attraenti per l’infanzia), con quale conseguenza? Abitudine a dieta ipercalorica con stimoli sensoriali molto forti, per cui si riconosce il fast food dall’odore che attrae dall’esterno e lo si associa con qualcosa che si deve assolutamente andare ad assumere”.<br />
Come uscire da questo scenario insano ed agghiacciante?<br />
“Con una attenta educazione al consumo - conclude Zironi - “mission” che può riguardare la IASA, un’educazione alla percezione sensoriale, riabituare i nostri gusti a valutare le differenze e quindi fare delle scelte consapevoli. Un’integrazione con culture alimentari diverse oppure un recupero di culture alimentari trascorse. Una maggiore conoscenza dei prodotti alimentari, cose che non devono essere delegate ancora una volta a delle organizzazioni speculative”.</p>
<p><a href="http://dial.uniud.it/sez_IN/pers_IN/Zironi_R.htm" target="_blank">curriculum Professor Roberto Zironi</a></p>
<p>per visualizzare l&#8217;intero articolo cliccare <a href="http://www.benvenutobrunello.com/blog/?p=44" target="_blank">QUI</a></p>
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		</item>
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		<title>S.O.S. della FAO per la dieta mediterranea (Valentina fa il tuo dovere!)</title>
		<link>http://www.panedimmidipiu.org/blog/?p=49</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 11:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondopane]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Popoli mediterranei rinnegano la loro dieta
Obesità in aumento nella regione
Roma, 29 luglio 2008 - Sostenuta dagli esperti perché oltre a far vivere a lungo mantiene snelli ed in buona salute, la dieta mediterranea vanta seguaci in tutto il mondo ma è sempre più ignorata dai popoli che l’hanno inventata.
Secondo l’economista senior della FAO Josef Schmidhuber, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/muro_cactus.jpg"></a></p>
<div id="attachment_50" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/muro_cactus.jpg"><img class="size-medium wp-image-50" title="muro_cactus" src="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/muro_cactus.jpg" alt="un muro spinoso..." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">un muro spinoso...</p></div>
<p style="text-align: center;"> Popoli mediterranei rinnegano la loro dieta</p>
<p>Obesità in aumento nella regione</p>
<p>Roma, 29 luglio 2008 - Sostenuta dagli esperti perché oltre a far vivere a lungo mantiene snelli ed in buona salute, la dieta mediterranea vanta seguaci in tutto il mondo ma è sempre più ignorata dai popoli che l’hanno inventata.</p>
<p>Secondo l’economista senior della FAO Josef Schmidhuber, negli ultimi 45 anni la famosa dieta basata sul consumo di frutta fresca e verdura, “è stata a poco a poco abbandonata ed è oggi in uno stato moribondo” proprio nei paesi in cui ha avuto origine.</p>
<p>Con l’accresciuto benessere, le abitudini alimentari delle popolazione mediterranee - sia della sponda sud che della sponda nord del mare nostrum - una volta modello per il resto del mondo, si sono oggi notevolmente deteriorate. Queste le conclusioni di uno studio di Schmidhuber presentato recentemente ad un seminario organizzato dal California Mediterranean Consortium che raggruppa sette istituzioni accademiche americane ed europee.</p>
<p>Le popolazioni mediterranee hanno impiegato il maggiore benessere per aggiungere una gran quantità di calorie da prodotti animali e da grassi, ad una dieta tradizionalmente povera di proteine animali.</p>
<p>Ed il cibo che mangiano oggi è secondo Schmidhuber: “Troppo grasso, troppo salato e troppo dolce”.</p>
<p>Più calorie</p>
<p>In 40 anni, dal 1962 al 2002, in 15 paesi europei esaminati l’apporto calorico giornaliero è aumentato di circa il 20 per cento, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. Ma in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta, che erano più poveri dei paesi del nord, l’apporto calorico giornaliero è aumentato del 30 per cento.</p>
<p>“Un maggiore apporto calorico ed un minore consumo energetico hanno fatto sì che all’interno dell’Unione Europea la Grecia sia oggi il paese con il più alto indice di massa corporea e la maggiore percentuale di persone soprappeso ed obese”, dice Schmidhuber.</p>
<p>Più di metà degli italiani, degli spagnoli e dei portoghesi sono in soprappeso. Allo stesso tempo vi è stato anche un “grande aumento” nell’apporto calorico generale e nel carico glicemico delle diete dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.</p>
<p>Gran mangioni</p>
<p>Tutti i paesi dell’Unione Europea hanno ignorato le direttive dell’OMS e della FAO che raccomandano che i grassi non devono rappresentare più del 30 per cento dell’apporto energetico giornaliero totale. Ma la Spagna, la Grecia e l’Italia sono ben al di sopra di quel limite e sono diventati i più grandi consumatori di grasso dell’Unione Europea.</p>
<p>Il paese che ha registrato l’aumento più drammatico è stata la Spagna, dove i lipidi costituivano solo il 25 per cento della dieta 40 anni fa ed adesso rappresentano invece il 40 per cento.</p>
<p>Schmidhuber attribuisce il cambio delle abitudini alimentari non solo all’aumento dei redditi e della condizione economica ma anche a fattori come il diffondersi dei supermercati, il cambiamento dei sistemi di distribuzione, al fatto che le donne lavorano ed hanno meno tempo per cucinare, e che le famiglie mangiano fuori più frequentemente, e spesso in ristoranti fast-food. Allo stesso tempo il fabbisogno calorico è calato, la gente fa meno moto e si è passati ad uno stile di vita molto più sedentario.</p>
<p>È positivo comunque, fa notare Schmidhuber, che i popoli mediterranei continuano a consumare ancora frutta e verdura ed olio d’oliva.</p>
<p>Ma in generale hanno smesso di seguire la dieta ereditata dai loro antenati, quella dieta che molti paesi mediterranei vorrebbero fosse inclusa nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.</p>
<p>Contatto:<br />
Christopher Matthews<br />
Ufficio stampa FAO<br />
<a href="mailto:christopher.matthews@fao.org">christopher.matthews@fao.org</a><br />
(+39) 06 570 53762</p>
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		<title>Editoriale di Sandro Santolin</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 10:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ A chiusura della polemica innescata dal Dott. Badalotti tengo a precisare alcuni punti irrisolti degli attacchi ricevuti . E’ un atto dovuto e spero che questo faccia chiarezza ulteriore sulla trasparenza del nostro operato.
1)   Devo prima di tutto far notare che le citazioni accompagnanti la storia di Valentina sono tutte molto chiare, consultabili da chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> A chiusura della polemica innescata dal Dott. Badalotti tengo a precisare alcuni punti irrisolti degli attacchi ricevuti . E’ un atto dovuto e spero che questo faccia chiarezza ulteriore sulla trasparenza del nostro operato.<br />
1)   Devo prima di tutto far notare che le citazioni accompagnanti la storia di Valentina sono tutte molto chiare, consultabili da chiunque e provenienti da fonti autorevoli (principalmente FAO).<br />
2)   I promotori dell’associazione sono: Sandro Santolin Carpi Mo,  Massimo Randon Castelletto Borgo Mn,  Enrico Ferrari Ravarino Mo,   Andrea Vecchi Castelvetro Mo ,  Fabbri Albano Finale Emilia Mo .<br />
3)   L’informazione che diamo (a quanto pare ce n’era proprio bisogno) non è miope anzi&#8230;.<br />
il miope vede bene solo da vicino ma la visione di Valentina va ben al di là del suo naso. Lei guarda avanti ed ha una prospettiva  globale dei problemi.<br />
4)   Nella nostra comunicazione non c’è una parola sugli allevatori che incentivano consumi irresponsabili o chissà che, e neanche le vignette di Valentina offendono chicchessia.<br />
5)   Il consumo di carne bovina citato dal Dott. Badalotti (50 gr al gg.), di cui non conosco le fonti ma che non metto in dubbio, va sommato a tutto il resto della carne consumata cioè :suina, avicola, pesce ( se allevato, anche questo mangia cereali ecc.ecc.). E proprio da questo dato vengono le preoccupazioni della FAO! Invito il Dott. Badalotti a dare un’occhiata a questo link: <a href="http://www.fao.org/newsroom/it/news/2008/1000871/index.html">http://www.fao.org/newsroom/it/news/2008/1000871/index.html</a><br />
Per non parlare della Cina che ha raddoppiato i suoi consumi procapite con tutti i problemi connessi a questo cambiamento.<br />
 Certo non si può pensare che con le nuove ricchezze i cinesi o gli indiani vadano avanti con una ciotola di riso no? Almeno loro adottassero ,e noi non abbandonassimo, la nostra cara Dieta Mediterranea avremmo , noi ed i cinesi, e creeremmo ,al pianeta, meno problemi!<br />
6)   La nostra associazione auspica una regolare rotazione  colturale con foraggi, leguminose (se non erro i foraggi  e gran parte delle leguminose sono alimenti zootecnici, vede Dott. Badalotti che siamo dalla sua parte?) e cereali (sopratutto per alimentazione umana e non monoculture es. granturco particolarmente assetate ed alla lunga insostenibili).<br />
Questa è la ragione per la quale l’Italia sarà sempre importatrice di frumento!<br />
7)   Voglio chiarire perché vorremmo che le Mucche servissero solo per produrre il latte .<br />
Esistono animali molto più efficienti dei bovini per la produzione di carne es il maiale o il pollo (servono meno acqua e mangimi per unità di peso come abbiamo già evidenziato dal sig. Randon nel suo intervento precedente e nelle schede del nostro sito <a href="http://www.panedimmidipiu.org/episodio_7.htm" target="_blank">http://www.panedimmidipiu.org/episodio_7.htm</a> ).<br />
8)   L’esame di coscienza ce lo siamo già fatto .<br />
Purtroppo gli allevatori, gli agricoltori,ed anche i panettieri sono messi in cattiva luce da altri soggetti che fanno i loro interessi &#8230;..Valentina ci aiuterà a capire chi fa veramente gli interessi della gente!</p>
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		<title>Contributo alla discussione di Gilberto Venturini - Slow Food Lombardia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 10:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gazzetta di Mantova 10/10/08
COME CONQUISTARSI  PIU’ SOLIDARIETA’
Ho seguito con attenzione la polemica fra il Signor Randon e il direttore dell’Associazione Allevatori sulla sostenibilità dell’attività zootecnica.                                                                                        Mi ha fatto sorridere l’incredulità del direttore dell’Associazione circa il fatto che, come dice Randon per produrre un kg di carne si consumino 15000 litri di acqua: ”un vitellone beve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/busta5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-39" title="busta5" src="http://www.panedimmidipiu.org/blog/wp-content/uploads/2008/10/busta5-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Gazzetta di Mantova 10/10/08</p>
<p>COME CONQUISTARSI  PIU’ SOLIDARIETA’</p>
<p>Ho seguito con attenzione la polemica fra il Signor Randon e il direttore dell’Associazione Allevatori sulla sostenibilità dell’attività zootecnica.                                                                                        Mi ha fatto sorridere l’incredulità del direttore dell’Associazione circa il fatto che, come dice Randon per produrre un kg di carne si consumino 15000 litri di acqua: ”un vitellone beve una tale quantità d’acqua in tutta la sua vita, ma produce 400 kg di carne e non uno soltanto!”  Il dato è invece assolutamente esatto se il computo dell’acqua consumata tiene conto anche della coltivazione del foraggio, come ci ricorda quasi ogni estate la crisi idrica dei nostri fiumi, in parte prosciugati dall’irrigazione del mais e di altre colture cerealicole.</p>
<p> Il fatto è che, se è vero che ogni attività umana non è sostenibile, è altrettanto vero che l’allevamento zootecnico intensivo è fra i meno sostenibili. Non si può negare che nella nostra provincia siamo a livelli di guardia. </p>
<p> E non si può giustificare, come fa il direttore della Ass. Allevatori, tale sovrapproduzione come scotto da pagare per avere un prodotto locale sicuro (nella filiera del latte è recente lo scandalo del formaggio avariato) o col bisogno di concime naturale per la rotazione agraria, pratica che i concimi chimici hanno purtroppo ormai quasi fatto scomparire. Se una cosa nella nostra provincia non manca sono le deiezioni animali: fra i 300mila bovini e il milione e 200mila suini, il problema semmai è quello di dove spargere tanti liquami senza inquinare falde e corsi d’acqua.</p>
<p>In questa fase l’attività zootecnica è assediata su vari fronti non solo per quanto riguarda la sostenibilità, ma anche e soprattutto sul fronte dei mercati. La sovrapproduzione di cui approfitta la grande distribuzione organizzata (se ne lamentava giustamente sulla Gazzetta qualche giorno fa la presidente della Confederazione Italiana Agricoltori   Poloni) ha determinato pesanti difficoltà alle aziende del settore molte delle quali sono fallite.</p>
<p>Mi permetto queste riflessioni dopo che anche domenica scorsa ho sentito parlare amministratori locali dell’allevamento suino con parole che sembravano descrivere il settore come il migliore dei mondi possibili. Noi crediamo che trattare queste questioni con un po’ di problematicità, rivolgendosi ai cittadini come a persone che sono sicuramente in grado di capire la complessità dei problemi, porti il vantaggio di promuovere insieme alla corretta informazione anche un atteggiamento di maggiore solidarietà verso un settore che sta vivendo una fase problematica.</p>
<p>Gilberto Venturini Presidente Slow Food Lombardia</p>
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		<title>Ulteriore contributo di Badalotti</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gazzetta di Mantova 10/10/2008
PANE E BOVINI LA DEMONIZZAZIONE DEGLI ALLEVAMENTI
La replica del signor Randon dell’associazione culturale pane dimmi di più, pubblicata mercoledì, ci impone una controreplica. Visitando il sito internet “pane dimmi di più” i cui promotori restano ignoti, restiamo colpiti dal fatto che anziché promuovere il pane e la dieta mediterranea, sono più orientati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gazzetta di Mantova 10/10/2008</p>
<p>PANE E BOVINI LA DEMONIZZAZIONE DEGLI ALLEVAMENTI</p>
<p>La replica del signor Randon dell’associazione culturale pane dimmi di più, pubblicata mercoledì, ci impone una controreplica. Visitando il sito internet “pane dimmi di più” i cui promotori restano ignoti, restiamo colpiti dal fatto che anziché promuovere il pane e la dieta mediterranea, sono più orientati a demonizzare l’allevamento dei bovini tout court con citazioni assolutamente discutibili alla Rifkin, alle quali ormai siamo abituati. La dieta mediterranea peraltro fanno parte latte, formaggi, carni suine, bovine, avicole prodotte dagli allevatori, è ecosostenibile e salubre come si legge sul sito. Eppure veniamo accusati di incentivare il consumo irresponsabile di alcuni alimenti compresa la carne. Il consumo procapite di carne bovina in Europa è in costante decremento e non supera i 20 kg anno: poco più di 50 g di carne al giorno. Per non parlare del latte, il primo alimento a cui si accosta il bambino, ben prima del panino col salame raccomandato da Randon. Per produrre latte le vacche sono necessarie. A meno che non si ritenga più conveniente seguire l’esempio cinese, riportato dalle cronache di questi giorni e produrre latte sintetizzato dagli scarti dell’industria della plastica, a base non di caseina, ma di melanina .Una precisazione sull’utilizzo di acqua per la produzione di 1 kg di carne: Randon sostiene (citando la FAO ) che servano 15000 litri di acqua per produrre 1 kg di carne. Quindi in base a tali affermazioni un vitellone allevato fino a 13 mesi con una resa al macello di 400 kg dovrebbe bere 6 milioni di litri d’acqua durante la sua vita .Cioè 15380 litri d’acqua al giorno?Possibile? Da studi dell’Università Agraria di Piacenza risulta che un vitellone assume giornalmente in media 40 litri d’ acqua cioè 15000 litri necessari per produrre 400 kg di carne e non uno soltanto. Sulla denuncia relativa ai terreni distolti alla produzione per uso umano a vantaggio di quello animale vorrei sottolineare come Randon neghi persino il principio della rotazione agraria. La terra per mantenere il suo delicato equilibrio ha necessità di sostanza organica. Residui di origine animale e vegetale che entrano nel ciclo biologico e forniscono stabilità strutturale e fertilità al terreno. La coltivazione seriale dei cereali come auspicato dai promotori della sua tesi porterebbe in assenza di sostanza organica ottenuta dall’allevamento degli animali, ad un impoverimento drastico dei terreni. Ciò che millenni fa indusse le prime comunità umane al nomadismo una volta esaurito il terreno coltivato. Una bella visione futuristica! In Emilia uno studio dell’istituto sperimentale agronomico di Modena e del servizio geologico, sismico e dei suoli di Bologna ha messo in evidenza come in quelle zone dove vi era un aumento dei terreni coltivati a seminativo e dei terreni forestali a scapito delle terre coltivate a prato-pascolo (di norma destinato all’alimentazione animale), si fosse  verificata una diminuzione drastica della sostanza organica del suolo e una proporzionale emissione complessiva di anidride carbonica in atmosfera: un bel passo avanti verso la salvaguardia dell’ambiente! Randon , lei parla di alimenti, i cerali, che li allevamenti sottraggono alle popolazioni affamante. Purtroppo non ci risulta che i paesi eccedentari di derrate alimentari abbiano mai ridistribuito le risorse non utilizzate verso i popoli affamati. Al contrario, spesso abbiamo assistito ad esecrabili scene di distruzione dei prodotti eccedentari come i pomodori o le arance o la riconversione verso prodotti non alimentari. L’associazione mantovana allevatori e il nostro sistema nazionale non inviano una tonnellata di grano nei paesi in via di sviluppo. Servirebbe a poco. Piuttosto e fra i molti progetti L’AMA è concretamente impegnata a BanjaLuka  (Bosnia). Inviamo costantemente agronomi, veterinari, animali da allevare, che vivendo di foraggi poveri danno un sostentamento immediato e una speranza più lungimirante di sopravvivenza. Sugli eco-carburanti concordo con Randon. Anche noi soffriamo della sottrazione di alimenti che sarebbero destinati agli animali quali colza e soia, elementi necessari nella dieta dei bovini.</p>
<p>Isalberto Badalotti<br />
Direttore Associazione Mantovana Allevatori</p>
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		<title>Replica a Badalotti di Massimo Randon, fornaio in Mantova</title>
		<link>http://www.panedimmidipiu.org/blog/?p=29</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 10:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>

		<category><![CDATA[Discussioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio Direttore, in riferimento alla lettera pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 27 u.s., del Dott. Badalotti, direttore associazione mantovana allevatori.
Non me ne vogliano gli allevatori se approfitto di questa occasione per far conoscere l’associazione culturale“PANE DIMMI DI PIU’”, nata dalla necessità di far conoscere la grande ecosostenibilità e salubrità della DIETA MEDITERRANEA (ricordiamo: È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Direttore, in riferimento alla lettera pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 27 u.s., del Dott. Badalotti, direttore associazione mantovana allevatori.</p>
<p>Non me ne vogliano gli allevatori se approfitto di questa occasione per far conoscere l’associazione culturale“PANE DIMMI DI PIU’”, nata dalla necessità di far conoscere la grande ecosostenibilità e salubrità della DIETA MEDITERRANEA (ricordiamo: È eco-sostenibile ciò che porta ad agire l’uomo in modo che il consumo di risorse sia tale che la generazione successiva riceva la stessa quantità di risorse che essa ha ricevuto dalla generazione precedente).<br />
Per dirla brevemente, la campagna mediatica rivolta soprattutto contro i panettieri additati come affamatori del popolo,  ci ha spinto a ricercare sul sito della FAO informazioni meno superficiali .<br />
Abbiamo scoperto che In questo gioco allo scarica barile nessuno si assumeva responsabilità  o dava informazioni sulla grandezza dei problemi reali: dalla produzione dei bio-carburanti all’aumento sconsiderato del consumo di carne e derivati ad opera dei paesi emergenti e non solo purtroppo&#8230;vedi  FAO Sala  Stampa 29/07 08  “i popoli mediterranei rinnegano la loro dieta”.<br />
Facendo  tesoro di ciò che  tutti i più grandi medici e nutrizionisti sostengono sulla dieta mediterranea,  si è deciso di fare conoscere per mezzo dei sacchetti del pane ai clienti dei panificatori e non solo tutte le notizie per una alimentazione sana ed ecosostenibile.<br />
Vi invitiamo quindi a visitare il nostro sito(<a href="http://www.panedimmidipiù.org">www.panedimmidipiù.org</a>) per vedere le prossime puntate della storia di Valentina che scopre cose molto interessanti&#8230;<br />
ad es. Dai dati FAO  rileva che per produrre 10 kg di carne bovina servono circa 130 kg di cereali e servono 150mila litri d’acqua! il punto è che 130 kg di cereali riescono a sfamare più di un centinaio di persone mentre 10 kg di carne ne sfamano10? 20? Fate voi, in ogni caso non esiste paragone tra il rapporto costi /risultati sotto il profilo alimentare.<br />
In molti paesi, si disboscano foreste per fare posto ai pascoli, si trascurano le culture destinate alla alimentazione umana (frumento…) per far posto a coltivazioni di cereali destinate all’alimentazione zootecnica (ora addirittura si coltiva per produrre biomasse per la produzione di carburanti………)<br />
Ecco, questo è il significato della mucca che mangia il grano ed i cereali destinati all’alimentazione umana.<br />
Il problema è proprio questo, le terre coltivabili economicamente NON sono infinite quindi ,in questo mondo globalizzato, dobbiamo decidere le priorità. Ad es. se vogliamo produrre sempre più bio carburanti ,lo facciamo a scapito dell’alimentazione zootecnica o di quella umana?<br />
E’ stato calcolato che se tutto il mondo adottasse lo stile alimentare americano(essenzialmente carnivoro) ci vorrebbero5 pianeti per sfamare tutti gli uomini&#8230;<br />
Se Lei avesse fatto una ricerca più accurata avrebbe scoperto che nel terzo episodio Valentina scopre che la carne NON è vietata nella dieta mediterranea,  ma deve essere  consumata con moderazione.<br />
Le faccio notare che Valentina ha sempre in mano un panino al salame!!!<br />
A noi spiace creare dissapori con la vostra associazione, in quanto oltre ad essere voi stessi clienti, siete spesso anche produttori di frumento e quindi assieme ai mugnai e a noi fornai partecipi della stessa filiera produttiva.<br />
Saremmo inoltre ben felici di promuovere un incontro dove, insieme, si possano cercare i punti che ci uniscono per promuovere iniziative congiunte e pubblicizzare una alimentazione corretta.<br />
Vorrei chiudere definitivamente il problema” prezzo del pane”.<br />
Colgo l’occasione per farVi notare che MR prezzi (dott. Livolsi) ha riscontrato l’estrema correttezza del nostro operato dopo i rincari enormi dei cereali e ribadiamo che, purtroppo, le farine che compriamo non hanno subito, ad oggi, diminuzioni significative se non per 1 o 2 centesimi di euro al kg . Invito  il Sig. Badalotti a leggere la lettera al direttore (Fuorisacco……) pubblicata in data………. Dove spiegavo che a determinare il prezzo del pane non è soltanto il costo delle materie prime ma la somma di tutti i fattori che determinano il costo di produzione (se fosse vero il contrario le confezioni di acque minerali sarebbero quasi a costo zero, l’acqua non costa nulla…………)</p>
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		<title>Intervento del Presidente degli allevatori di Mantova</title>
		<link>http://www.panedimmidipiu.org/blog/?p=24</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 09:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>

		<category><![CDATA[Discussioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Gazzetta di Mantova 27/09/08 “lettere &#38; opinioni”
PANIFICATORI, PIU’ CORRETTEZZA SUI MOTIVI DEL CARO-MICHETTA
Nostro malgrado siamo costretti ad intervenire su una questione che definire estremamente spiacevole è un eufemismo.
Ci riferiamo alla campagna di difesa del caro-pane tramite -udite lo stratagemma- i sacchetti per il pane. Nei giorni scorsi ci è stato segnalato che in alcuni panifici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gazzetta di Mantova 27/09/08 “lettere &amp; opinioni”</p>
<p>PANIFICATORI, PIU’ CORRETTEZZA SUI MOTIVI DEL CARO-MICHETTA</p>
<p>Nostro malgrado siamo costretti ad intervenire su una questione che definire estremamente spiacevole è un eufemismo.</p>
<p>Ci riferiamo alla campagna di difesa del caro-pane tramite -udite lo stratagemma- i sacchetti per il pane. Nei giorni scorsi ci è stato segnalato che in alcuni panifici della provincia il pane veniva consegnato in buste di carta usate come veicolo di mala-informazione, sui quali campeggiano scritte del tipo “Chi sta mangiando tutto il mio grano? Bovini e il resto del bestiame stanno divorando gran parte della produzione di grano e cereali del pianeta”. Per assicurare l’effetto scenografico, il tutto si accompagna all’immagine di una vacca che si strafoga di grano, mentre bambini e persone con il piatto vuoto piangono affamati. Fino ad oggi non siamo intervenuti sulle dinamiche che hanno portato il pane a subire i maggiori rincari fra i generi alimentari. Un aumento, secondo quanto sostenuto dai panificatori, giustificato dall’aumento dei cereali. Eppure ora che il grano ha subito un drastico ridimensionamento dei listini di borsa, dall’inizio dell’anno meno 40% per raggiungere il valore di 0,20 euro/kg, non ci risulta che la michetta e affini abbiamo seguito il medesimo trend di riduzione del prezzo. Su questo aspetto, comunque, preferiamo lasciare la parola alle organizzazioni professionali agricole, molto più titolate di noi ad esprimersi. Ciò non di meno, noi allevatori ci vediamo costretti ad intervenire per denunciare un meccanismo di informazione miope e soprattutto falsa. Il messaggio, oltre ad essere ingeneroso nei confronti della categoria allevatoriale, è assolutamente errato e denota profonda ignoranza circa l’alimentazione del bestiame. Il frumento è un cereale che non viene utilizzato se non in qualità di sottoprodotto (tipo crusca), nell’alimentazione dei bovini perché le caratteristiche di fermentiscibilità del suo amido lo rendono inadatto nella dieta dei poligastrici (bovini, ovini, bufalini) e a dire il vero nemmeno per i monogastrici. Per lo più la dieta dei bovini è una razione costituita prevalentemente da foraggi essicati o conservati, e cerali costituiti essenzialmente da mais e farine vegetali proteiche ed integrazioni di Sali minerali e vitamine. Sarebbe opportuno che chi intende giustificarsi agli occhi dei cittadini furiosi per i continui rincari ricorra a metodi più corretti e se del caso facendosi un piccolo esame di coscienza. Il nostro al momento è un consiglio, ma se non accolto ci vedremo costretti a risolvere la questione in altre sedi.</p>
<p>Isalberto Badalotti</p>
<p>Direttore Associazione mantovana allevatori</p>
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